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Tatuatore
Iscritto al forum dal: November 22, 2005, 9:05 pm
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facciamo prima un pò di chiarezza sulla storia del tattoo polinesiano :
In Polinesia il tatuaggio era linguaggio primordiale, magico. Rappresentava un segno di distinzione sociale e spirituale decretata dalle divinitÃ*. Praticato originariamente nelle Isole della SocietÃ*, dove raggiunse il suo più alto grado di perfezione, si diffuse in tutti gli arcipelaghi della Polinesia fino alla Nuova Zelanda. Secondo una leggenda tahitiana, la pratica del tatuaggio sarebbe opera di Mata Mata Arahu e di Tu Ra'i Po', figli del dio Ta'aroa, i quali ricorsero al disegno chiamato Tao Maro per sedurre Hina Ere Ere Manua, figlia del primo uomo e della prima donna.
Secondo la tradizione il tatuaggio, che in Polinesia aveva carattere iniziatico e poteva incominciare intorno ai 12 anni, era prerogativa delle classi sociali più elevate: quella dei sacerdoti; dei capi (uomini e donne); dei capi guerrieri, danzatori e rematori; delle persone senza ascendenza ereditaria notevole.
La sua funzione non era soltanto decorativa, ma soprattutto finalizzata all'attrazione sessuale (chi era più tatuato era preferito dalle donne), all'esaltazione della vita, all'aspirazione di diventare dèi.
Le tecniche dell'operazione erano affidate a un sacerdote tatuatore che era considerato il depositario di una tradizione da tramandare ai posteri. Rispetto ad altre popolazioni dell'Oceania che ricorrevano all'incisione del viso e del corpo con conchiglie o pietre affilate senza far uso di colore, i polinesiani usavano un tatuaggio molto più artistico, incidendo vari disegni sulla cute del viso e del corpo con finissime punto d'osso, sulle cui ferite versavano polvere di carbone di legna sciolta nell'acqua o del pigmento di natura vegetale. In questo modo la traccia dei "ricami" rimaneva colorata a seconda delle sostanze usate, e il disegno inciso diventava indelebile. Una lunga tortura a cui i guerrieri si sottoponevano stoicamente senza lasciar sfuggire neppure un lamento.
La parola polinesiana tatù, che significa foracchiare, dalla quale proviene il nostro vocabolo di tatuaggio, è sconosciuta nella lingua Maori. Questi ultimi davano invece il nome di Moko al tatuaggio che si facevano sul viso, e quello di Whakairo ai segni che si incidevano sul corpo. Gli uomini erano i più tatuati mentre le donne lo erano solo sul mento, attorno alle labbra e talvolta sulle gambe. Tra i Maori la parola "papatea", ovvero "viso liscio", era espressione ingiuriosa e di scherno.
Nei tatuaggi del passato c'erano i famosi motivi spiraliformi caratteristici della Polinesia. Una varietÃ* stupefacente di disegni a intrecci e multicolori, realizzati con gusto quanto mai fine e aristocratico. Ancora oggi, cerchi, stelle, losanghe sono i motivi più usati in Polinesia insieme a decorazioni più recenti, mentre in Nuova Zelanda il tatuaggio rappresenta per molti Maori l'affermazione della propria identitÃ* culturale e il motivo di più profonde riflessioni tribali e spirituali.
sito di riferimento | LifeGate Home Page |
| I tatuatori erano degli specialisti che godevano di un grande prestigio all'interno della struttura sociale delle isole.
Gli attrezzi e le sostanze coloranti utilizzati per effetture i tatuaggi erano entrambi ricavati dalla natura : pettini in osso dai denti aguzzi fissati ad un impugnatura fungevano da strumento per infiltrare sotto la cute le sostanze coloranti , e queste ultime erano miscele di fuliggine ( ottenuta dalla cottura dei frutta filettata) e acqua.
E' alle isole marchesi che quest'arte ha raggiunto il suo culmine per raffinatezza e bellezza. Spesso i Marchesiani erano completamente tatuati , viso compreso.
 | I motivi decorativi che venivano usati erano presi per la gran parte a prestito dalla natura : i piu' diffusi erano sicuramente rappresentazioni di piante, animali, ed elementi naturali .
Spesso questi elementi venivano mirabilmente sintetizzati : la dentatura degli squali adesempio era disegnata con una serie di piccoli triangoli .
Insieme a questi motivi anche la rappresentazione del corpo umano era piuttosto diffusa, spesso isolandone dei particolari, come gli occhi, le mani ecc.
I tatuatori avevano a disposizione un piccolo" catalogo " con i propri disegni riprodotti su pietra o su legno, in modo che fosse possibile scegliere o addirittura comporre il proprio ornamento.
Caratteristica comune a quasi tutte le isole una decorazione fatta di triangoli disposti in maniera irregolare che distingueva i guerrieri valorosi.
| Presso le isole Tuamotu solamente gli uomini potevano essere tatuati completamente, per le donne invece era prevista una decorazione a fascia intorno alle braccia e alle gambe.
Alle isole Gambier il tatuaggio era obbligatorio per gli uomini
I tatuaggi erano invece piu' rari nelle isole Australi , ma erano estremamente diversi dal resto delle tradizioni decorative degli altri arcipelaghi : bande orizzontali larghe e dai bordi dentellati sulle spalle sui i fianchi, e le braccia.
Presso le isole delle SocietÃ* il motivo piu' diffuso era una linea ondulata a forma di z ; una particolaritÃ* : i disegni potevano essere tanti e disposti su tutte le parti del corpo ma non sul viso.
Fu proprio presso queste isole che la pratica dei tatuaggi inizio' a scomparire per prima.
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Polinesia | La Polinesia Francese e i suoi arcipelaghi: isole Marchesi, isole Tuamotu, isole Gambier, isole Australi e isole della Societa'
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