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Tatuaggi - Tatuatori » Il Mondo Dei Tatuaggi » SIMBOLOGIA » Simbologia Giapponese - fiori

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Vecchio 7th October 2007, 01:43   59 links from elsewhere to this Post. Click to view. #1 (permalink)
Soulfly
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Soulfly č su una buona strada
predefinito Simbologia Giapponese - fiori

Ho dato uno sguardo alle varie discussioni ma non ne ho trovata una che parlasse specificatamente dei significati dei fiori in Giappone. Allego tutto quello che ho trovato in internet, confido che presto uno di voi sappia aggiungere materiale aggiuntivo.



Il crisantemo, fiore imperiale


dal Giappone - Il crisantemo “fiore dei morti”? Non in tutti i paesi e certo non in Giappone, dove, alla pari di quello del ciliegio, è uno dei fiori più apprezzati e diffusi. Anzi è considerato il fiore nazionale, ed è così rappresentativo dell’impero del sol levante che l’antropologa americana Ruth Benedict intitolò appunto “Il crisantemo e la spada” un suo famoso libro del 1945.

D’altra parte un crisantemo stilizzato a sedici petali è lo stemma della famiglia imperiale, come si vede nella foto qui sotto (scattata al sacrario scintoista di Yasukuni, a Tokyo). La suaorigine pare risalga all’ottantaduesimo imperatore, Gotoba Tenno (1183-1198), che amava molto il crisantemo elo adottò come emblema sui suoi abiti e sui suoi beni.

PiĂą che l’autoritĂ* imperiale il fiore sta però a simboleggiare pace, nobiltĂ* e lunga vita, come indica la scelta del disegno di un crisantemo per il francobollo da due Yen emesso a ricordo della firma del trattato di pace che pose fine alla guerra del Pacifico.

Nel territorio giapponese, infatti, il crisantemo non ha alcuna connotazione funebre. Al contrario, per il suo splendore e le sue varietĂ* è molto usato nell’ikebana e assai sfruttato come motivo decorativo. E’ pure un nome di donna, Kiku, piuttosto comunesia nel passato sia ai nostri tempi (non esiste invece, diversamente da quanto parecchi credono, il nome femminile di “Fior di Loto”, che è fiore religioso del Buddismo).

Con tutta probabilitĂ*, però, il crisantemo non è di origine giapponese bensì cinese. In Cina, dove lo si coltiva fin da tempi antichissimi ed è continuamente ibridato, all’inizio è in posizione subordinata alla peonia, fiore per eccellenza, ma diventa predominante ai tempi della dinastia Sung meridionale (1127-1279).

In quell’epoca la corolla raggiunge dimensioni notevoli, i colori comprendono pure il rosso e il violetto oltre al bianco e al giallo, e alcune varietĂ* fioriscono anche d’estate. E’ molto apprezzato dalla nobiltĂ*, dapprima per la credenza che abbia il potere di allungare la vita (forse dovuta al suo uso come pianta medicinale) e poi per i suoi fiori da ammirare.

Non è certo se il crisantemo sia esistito in Giappone come pianta indigena, ma è sicuro che l’uso di coltivarlo come fiore arriva nell’arcipelago dalla Cina attraverso la penisola della Corea. Questo avviene alla fine dell’VIII secolo o alquanto in lĂ* nel IX, perchĂ© il crisantemonon compare affatto fra i numerosissimi fiori ricordati nella raccolta di liriche giapponesi intitolata “Man-yo-shu” (VIII-IX secolo).

Nel seguente periodo Heian (IX secolo) la famiglia imperiale introduce, sul modello cinese, l’uso di bere sakè con petali di crisantemo, e a corte viene fatto un banchetto appositamente a questo scopo nell’epoca della fioritura, il nono giorno del nono mese del calendario lunare. Probabilmente per questo motivo il nome del crisantemo e il disegno del fiore compaiono ancor oggi nel logo di una famosissima marca di sakè. Con il tempol’usanza di coltivare e ammirare i crisantemi si diffonde dalla nobiltĂ* alla gente comune, e dal XVII secolo in poi si producono numerose nuove varietĂ*.

Le “bambole di crisantemi”
Con il passare del tempo, nella ricerca del nuovo e dell’inconsueto, durante la coltivazione si piega la pianta ad assumere forme particolari: ad alberello, a piramide, a cascata, a candelabro, ad alzata, in miniatura (bonsai).

Addirittura si arriva a “vestire” di crisantemi a fiori minuti dei manichini a grandezza naturale (vedi, nella foto piĂą sotto, un artigiano di Hirakata al lavoro). Nel 1875 si tiene a Tokyo la prima esposizione di “bambole di crisantemi”, riproducentisoprattutto famosi attori del teatro kakuki, che con gli anni diventa una delle attrazioni della cittĂ*. Ancor oggi si hanno in parecchie cittĂ* mostre del genere, spesso di tema storico o letterario (una delle piĂą famose ha luogo a Hirakata, in provincia di Osaka).

Queste “bambole”, curiositĂ* un po’ barocche, durano circa due settimane e ormai sanno produrle soltanto pochi artigiani. Per ogni manichino si usano 100-150 piantine, a fiori piccoli e steli lunghi e flessibili, che vengono inserite in una intelaiatura con le radici avvolte in muschio bagnato e sostenute dastrisce d’erba.

Negli Stati Uniti, dove il crisantemo è bene accolto e anzi evoca ricordi di feste scolastiche, riunioni familiari e ricorrenze gioiose, le virtuositĂ* floreali delle bambole di crisantemi hanno incontrato il favore del pubblico. Sono state presentate per esempio dai Longwood Gardens in Pennsylvania, famosi come i Cypress Gardens della Florida per le grandi esposizioni annuali di crisantemi.

Crisantemi anche in cucina
Ora anche in Italia si svolgono iniziative dedicate al crisantemo. Fra le più recenti: dal 6 al 27 ottobre il Parco della Fondazione Minoprio (Como) ha presentato al pubblico crisantemi coreani, in una mostra imperniata sul tema “Frutti e colori d'autunno”; dal 19 al 22 dello stesso mese a Verrua Po (PV) c’è stata, invece, la tradizionale “Mostra del Crisantemo e dei fiori” giunta quest’anno alla XXXIV edizione.

Paiono in via di superamento, dunque, le superstizioni di cui la nostra cultura ha avvolto questo fiore. Il quale è addirittura comparso nelle ricette, cosa che a dire il vero non dovrebbe stupire. Da tempo immemorabile, infatti, in Corea si usano crisantemi secchi per preparare tisane e nella cucina giapponese sono variamente utilizzate, un po’ come gli spinaci, le tenere foglie del Chrysantemum coronarium, verdura di una decina di centimetri coltivata in tutto il territorio; e nei piatti di sushi o di sashimi, provate a farci caso, troverete spesso un piccolo e splendido crisantemo giallo. Decorativo, sì, ma commestibile.

Per terminare, due consigli riferiti al “fiore d’oro”. Uno è per agli amanti del cinema classico: cercate di vedere “La storia degli ultimi crisantemi” (Zangiku monogatari), pellicola del 1939 di Mizoguchi Kenji. L’altro è per chi vuol vivere mille anni: occorre bere la rugiada di un petalo di crisantemo su cui siano state scritte alcune righe dei testi sacri buddisti…

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Vecchio 7th October 2007, 01:43   #2 (permalink)
Soulfly
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Soulfly č su una buona strada
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CIliegio

Si narra che il colore dei fiori del ciliegio in origine fosse candido ma che, a seguito dell’ordine di un imperatore di far seppellire i samurai caduti in battaglia sotto gli alberi di ciliegio, i petali divennero rosa per aver succhiato il sangue di quei nobili guerrieri. Anche quelli che, tra i samurai, secondo il loro codice d’onore, decidevano di suicidarsi, sembra fossero solito farlo proprio sotto gli alberi di ciliegio.
Al di lĂ* delle leggende, è indubbio che nella cultura tradizionale giapponese il fiore di ciliegio occupa un posto d’onore, tanto da essere divenuto fiore nazionale.
Il ciliegio, in particolare al momento della sua fioritura, esprime in maniera eccezionale la concezione che i nipponici hanno della vita, il loro stretto rapporto con la natura, l’amore per il bello che non è mero senso estetico, bensì comprensione della grandiositĂ* e magnificenza della vita, pur nella sua caducitĂ*.
La fioritura dei ciliegi in Giappone avviene in aprile e, a causa della differenza di temperatura fra il nord e il sud dell’isola, comincia nelle regioni piĂą a sud e sale rapidamente verso quelle del nord lungo una linea ideale che viene chiamata sakura zensen (sakura = ciliegio, zensen = fronte, come a ricordare la fronte ora calda, ora fredda a seconda delle variazioni di temperatura). L’intera popolazione giapponese segue con fervido interesse l’avanzamento dello sbocciare dei fiori lungo tutte le regioni: telegiornali e quotidiani pubblicano bollettini in continuo aggiornamento sulle fasi della fioritura, vengono organizzate gite collettive anche dalle scuole e da numerose aziende. Il recarsi ad ammirare la fioritura dei ciliegi è tradizione antica, sembra risalga al periodo Heian (794 - 1185), e viene chiamata Hanami (hana = i fiori, mi (miru) = vedere); la fioritura dura alcuni giorni, in genere uno o due, giorni in cui i giapponesi, accorsi nei parchi delle loro cittĂ* od in quelli maggiormente famosi per l’evento (come, ad esempio, Yoshino, nella regione montuosa vicino a Osaka), radunati sotto gli alberi, cantano, ballano, mangiano e bevono, con gioiosa partecipazione collettiva a quello che può considerarsi uno dei momenti maggiormente rappresentativi della cultura e del cuore autentico del Giappone.
Coincidendo con l’equinozio di primavera, la fioritura del ciliegio rappresenta la rinascita, il rinnovamento, la forza vitale insita in tutte le cose di questo mondo. Un simbolo di vita, dunque, ma anche del suo naturale “opposto”: il fiore di ciliegio, appena raggiunge il massimo del suo splendore, si stacca e muore, viene portato via dal vento e con esso si disperde. La vista di un ciliegio in fiore è davvero emozionante: fa emergere prepotentemente nel nostro animo sentimenti apparentemente contraddittori, di gioia ma anche di sgomento, di smarrimento. Il fiore di ciliegio è testimone del fatto che la vita è un dono meraviglioso, ma anche che dura poco.
Dunque la tradizione giapponese, altamente simbolica, trova nella fioritura dei ciliegi la sublimazione dell’esperienza della vita, della sua caducitĂ* e della sua effimera bellezza.
Le nostre paure più profonde, variamente camuffate, trovano origine in quella che forse è la più grande di tutte le paure: la paura della morte. Tema ben noto ai guerrieri samurai, educati alla concezione non dualistica di vita-morte.
Nell’etica del bushido - letteralmente, la via (do = via, metodo) del guerriero (bushi = cavaliere feudale giapponese) - che non è una religione o una filosofia, ma un vero e proprio stile di vita, la sensibilitĂ* del bushi, la sua capacitĂ* di commozione, costituisce al tempo stesso la forza del suo braccio e del suo cuore. Il guerriero è consapevole che è solo di passaggio sulla terra, e che il suo vivere è magnifico quanto effimero, esattamente come un fiore di ciliegio.
Il guerriero conosce la paura, ma non lascia che ne venga sopraffatto.
La vita terrena è precaria, ed è possibile viverla pienamente solo tenendo sempre presente che un giorno, un qualunque giorno, essa avrĂ* fine. Ma un tale pensiero, piuttosto che essere fonte di angoscia – angoscia che ci impedisce di gioire degli infiniti momenti che la vita continuamente ci offre – può invece divenire un concetto trainante delle nostre vite, paradossalmente vitale e che, entrando a far parte del nostro modus vivendi, ci pone dentro la vita , ce ne fa godere appieno.
Il fiore di ciliegio esprime dunque in maniera efficace il concetto del non- attaccamento; un concetto che, se compenetrato nel profondo, ci spalanca le porte della nostra stessa esistenza così come non l’avevamo mai vista prima…...il non-attaccamento non fa svanire le paure, ma le comprende e le accetta come parte integrante della vita stessa, accettazione che non è rassegnazione, ma pura e semplice comprensione di ciò che la vita è e non di ciò che vorremmo che fosse.
L’hanami è un rito collettivo, forse in parte incomprensibile a noi occidentali, ma di cui possiamo, se vogliamo, cogliere il senso profondo inerente alla vita, che tutti ci riguarda.


Camelia
Si sa che la camelia proviene dall'isola HONSU, in Giappone, dal santo posto della Dea del Sole Amaterasu, la madre di tutti gli imperatori del paese del sole.
In questo pantheon dello scintoismo molte migliaia di anni fa si celebrò il matrimonio del principe SUSANO e della principessa INADA, in seguito a questo avvenimento la Camelia si illuminò di una mitica luce, e divenne il simbolo dei successi militari e dell'amore eterno.
I Giapponesi dicono che la Camelia (la rosa del Giappone) dona l'immortalitĂ*.
La storia di questo fiore nasce dall'amore passionale di un capitano verso una donna dell'isola.
Per provare il suo amore la donna chiese al capitano di portare dal suo paese il seme della camelia.
Due lunghi anni lei lo aspettò sul pontile del porto e non credendo più al suo amore si lasciò annegare.
Ma il capitano arrivò in ritardo e seppe della tragedia.
Subito ordinò che i semi fossero piantati sulla sua tomba.
Con il tempo intorno alla tomba crebbe un bosco di camelie.
La gente la cominciò a chiamare
"La camelia santa".
Nessuno aveva nè il diritto, nè il coraggio di strappare anche un solo fiore, perchè si credeva che lo spirito della ragazza non lo desiderasse.
Questa leggenda dette al fiore ancora un'altra qualitĂ*, quella dell'immortalitĂ*!
Anche "I Profeti" portavano con loro un piccolo ramo della camelia credendo che essa li aiutasse per le loro profezie.
Nella mentalitĂ* popolare la camelia aveva acquistato un potere spirituale, la usavano per fare l'essenza ed era anche usata per i massaggi: non era escluso, inoltre, il suo uso come condimento per alcuni piatti da cucina.
Durante l'ottavo secolo gli ambasciatori giapponesi fecero un regalo all'imperatrice cinese: l'olio della camelia come elisir di lunga vita.
Fu in seguito a questo regalo stupendo che dal X secolo gli imperatori cinesi cominciarono anche loro a collezionare questo fiore, persino i samurai usarono il disegno della camelia come simbolo dell'onestĂ*, fedeltĂ* e coraggio.
Il fiore divenne dunque il fiore santo delle tre religioni.
La religione Buddista incoraggiava la cura di questo fiore: ogni anno nel cerimoniale d'iniziazione dei futuri monaci, si riempiva il tempio di camelie per assicurarsi la difesa dall'influenza del maligno.
Questa credenza era nata dalla leggenda che raccontava che il loro imperatore aveva vinto una battaglia perchè portava con sè un rametto di camelia.
Anche i commercianti durante i loro viaggi portavano sempre con sè i semi o il ramo della camelia contro il pericolo.







Simboli sui kimoni:
Acero giapponese (nami)
Edera (tsuta)
Crisantemo (kiku): forse il motivo piĂą usato sui kimono, è ritenuta una pianta sacra che dona la longevitĂ*
Pino (matsu): simboleggia la vita eterna, ma anche l'unione coniugale felice, per via degli aghi di pino uniti a due a due (e se uno dei due si secca anche l'altro muore). Assieme alla rosa simboleggia lo yin e lo yang, essendo il pino maschile (yang) e la rosa delicata e femminile (yin)
Salice (yanagi): simbolo di resistenza flessibile. L'ambiente delle Geishe è indicato come "il mondo del fiore e del salice"
Susino (ume): il fiore del susino è il primo che fiorisce dopo l'inverno e per questo è considerato simbolo di speranza paziente
Glicine (Fuji): è il fiore legato all'inizio dell'estate
Peonia (botan):
Rosa (bara)
BambĂą (take):
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Vecchio 7th October 2007, 07:00   #3 (permalink)
hornet
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hornet č un falň glorioso di luce
hornet č un falň glorioso di luce
hornet č un falň glorioso di luce
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hornet č un falň glorioso di luce
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Ehh, complimenti
Un crisantemo prenderĂ* presto posto sulla mia spalla dx
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Vecchio 7th October 2007, 15:38   #4 (permalink)
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grazie! è tutto molto interessante...
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Vecchio 7th October 2007, 20:33   #5 (permalink)
Soulfly
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Soulfly č su una buona strada
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Edera-
Sul kimono c’è anche un piccolo stemma detto kamon
Ci sono migliaia di kamon che vengono raggruppati in 7 gruppi: piante, animali, natura, architettura, disegno, lettere. I piĂą popolari sono 10, 9 derivano dal gruppo delle piante e uno dal gruppo degli animali.
Tsuta, edera; proprio dei Matsudaira, famiglia dello Shogun Tokugawa.

Salice-
Durante un allenamento di spada, cercando una metafora indulgente per spiegare la cedevolezza e la fluiditĂ* dei movimenti corporei (Woody Allen troverebbe repellenti queste parole!), mi spiegava il significato del ”Salice Piangente”, nella cultura giapponese e nella sua lingua ”Yanagi”.
Se d’inverno al cadere della neve e delle intemperie, in quello scenario mistico che diventa il preludio del Natale, la neve si accumula sul salice e sul suo ramo, una forza inattesa e esoterica della natura vorrebbe che esso si rompesse, perché potrebbe cadere al peso eccessivo della neve.
La neve precipita implacabile, si centuplica, e il ramo soffre ma non cede.
Essa si accumula ancora, e i suoi fiocchi sembrano note di una partitura musicale, soave e mortale al tempo stesso.
Quando il ramo sembra stanco e pare che stia per cedere, allora si flette con una grazia invisibile: si piega, fa cadere ciò che di più pesante aveva sul suo corpo e si libera della neve.
Il Salice Piangente (Yanagi) diventa la raffigurazione della coscienza corporea e della cedevolezza per la sopravvivenza.
La flessuositĂ* del suo movimento esemplifica i meccanismi del corpo per liberarsi dal peso della sua rigiditĂ*.
FlessuositĂ* e movimento sono la vita, la rigiditĂ* è la morte…

Glicine-
Per i cinesi ed i giapponesi il Glicine rappresenta l'amicizia, tenera e reciproca; si narra, infatti, che gli Imperatori giapponesi, durante i lunghi viaggi di rappresentanza, portassero con sé bonsai di glicine; quando giungevano in luoghi stranieri si facevano precedere dagli uomini del seguito, che sostenevano alberelli di Glicine fiorito, al fine di rendere note le proprie intenzioni, amichevoli e di riguardo, per gli abitanti di quelle terre.
Il significato che il dono del
Glicine ha conservato è quello di segno di disponibilitĂ* ed anche
prova di amicizia















c'è anche roba sulla peonia in rete ma spero la trovi e posti qualcun altro
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Vecchio 7th October 2007, 22:09   #6 (permalink)
SickBoy60607
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SickBoy60607 č su una buona strada
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interessantissimo!!!!! mancherebbe giusto un immagine per ogni fiore... tanto x associare (x gli ignoranti come me)
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Vecchio 8th October 2007, 11:42   #7 (permalink)
vigaia
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vigaia č splendido da guardarevigaia č splendido da guardarevigaia č splendido da guardarevigaia č splendido da guardarevigaia č splendido da guardarevigaia č splendido da guardare
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Quote:
c'è anche roba sulla peonia in rete ma spero la trovi e posti qualcun altro
xchè ciò.......?
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Vecchio 8th October 2007, 12:25   #8 (permalink)
NERO
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Iscritto al forum dal: November 10, 2005, 7:11 pm
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NERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuroNERO ha un brillante futuro
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molto interessante,bravo soulfly
suggerisco: copia-incollando dalla rete sarebbe giusto citare anche la fonte
__________________
deepline tattoo
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Vecchio 8th October 2007, 12:26   #9 (permalink)
Fase_REM
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Fase_REM ha un alone di luce particolare Fase_REM ha un alone di luce particolare
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certo questo si chiama "rubare"...
devi mettere le fonti da cui hai copiato tutta questa roba.
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Vecchio 8th October 2007, 12:27   #10 (permalink)
Fase_REM
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ubicazione: Torino
Messaggi: 425
Fase_REM ha un alone di luce particolare Fase_REM ha un alone di luce particolare
Invia un messaggio tremite MSN a Fase_REM
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d'oh!!!
mi hai battuto sul tempo...
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