Descrizione, significato e fonti storiche del mito
Il liocorno è tipicamente raffigurato come un cavallo
bianco dotato di attributi
magici, con un unico lungo corno avvolto a torciglione sulla fronte. Molte descrizioni attribuiscono all'unicorno anche una barbetta caprina, una coda da
leone e
zoccoli divisi.
Simbolo di saggezza, nell'immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza. Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l'animale sarebbe morto.
Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto
alicorno, e gli è attribuita la capacitÃ* di neutralizzare i veleni. Questa virtù è desunta dai resoconti di
Ctesia sull'unicorno in
India, dove sarebbe stato usato dai governanti del luogo per fabbricare coppe in grado di rendere innocui i
veleni.
La pratica dell'uso antivenefico dei corni di unicorno (in realtÃ* probabilmente rari denti di
narvalo, corna di
orice o falsi costruiti unendo e intagliando ossa di animali diversi) avrÃ* una certa diffusione nell'
Europa Medioevale. Nell'inventario del tesoro papale di
Papa Bonifacio VIII del 1295, viene riportata menzione, per la prima volta nella documentazione papale (anche se l'uso era giÃ* diffuso da tempo presso le corti dei sovrani europei), di
quattro corne di unicorni, lunghe e contorte (...) [utilizzati per] fare l'assaggio di tutto ciò che era presentato al papa[1].
A partire dal
XV secolo e fin quasi all'inizio del
XIX secolo, il dente del
narvalo (un mammifero marino), in virtù della sua eccezionale lunghezza (fino a 3 metri) e la perfetta struttura elicoidale, viene identificato, anche dalla nascente
zoologia scientifica, come il corno di un unicorno e venduto a caro prezzo nelle corti europee. Di conseguenza, l'unicorno comincia a uscire dai
Bestiari per entrare nei prime opere di sistematica naturalistica (che conterranno comunque, almeno fino alla metÃ* dell'800, accanto ad animali reali, anche animali fantastici, parzialmente o del tutto mitizzati). Nel
1827 il famoso
naturalista francese
Georges Cuvier afferma l'impossibilitÃ* dell'esistenza di un
mammifero perissodattilo con un unico corno frontale
[2]. Questa presa di posizione indirizzerÃ* la scienza naturalistica nel corso dell'800 ad escludere definitivamente l'unicorno dalla lista degli animali esistenti.
Alcuni pensano che questo animale sia stato ispirato ad una
antilope africana della specie
Orice.
Persino nel
palio delle contrade di
Siena, palio di origini medievali e che si corre, come ognun sa, ancor oggi, seppur in un contesto diverso, vi è, tra le 17 contrade, quella del
Leocorno (unicorno), rappresentata da un cavallo col corno in testa.
Unicorno - Wikipedia